LETTRE A Mme la Conseillère fédérale Ruth Dreifuss
Alberto Polli ASN-Tessin - 16 octobre 2000


Pregassona, 16 ottobre 2000
(seconda versione definitiva)

Gentile Signora
Consigliera federale
Ruth Dreifuss
3003 Berna

Gentile e stimatissima signora Ruth Dreifuss,
Onorevole direttrice del Dipartimento della sanità,

1. siamo coscienti che il problema che le solleviamo non è per lei prioritario. Lo è tuttavia per noi che operiamo nel settore della prevenzione e specificatamente quella tabagica.

2. In merito alla Giornata nazionale di impulso sui problemi del tabagismo prevista a Lucerna l'8 novembre 2000 le facciamo osservare - dopo aver attentamente esaminato il programma - che è veramente fuori luogo l'aver invitato un rappresentante dell'industria del tabacco quale relatore a più di 300 insegnanti che operano nel settore scolastico svizzero e che sono da ritenersi dei "moltiplicatori" qualificati.

3. Possiamo anche capire la sua buona fede nel voler dare spazio a tutte le voci e a tutti i partner che si occupano della problematica, come pure cerchiamo di capire le buone relazioni che lei vuole intrattenere e mantenere con talune lobbys.

4. Da parte nostra possiamo però sostenere, senza timore di essere smentiti, che il signor Oehler, presidente della Comunità dell'industria del tabacco, è corresponsabile dei circa 10'000 decessi annui in Svizzera e di altre malattie correlate al tabacco e che perciò vada convocato davanti ad un'alta corte di giustizia per promozione, pubblicità, diffusione e vendita di sostanze nocive alla salute, falsità di documenti, strage, omissione di soccorso, reticenza, ecc. piuttosto che dargli la parola davanti ad una platea di insegnanti.

5. A sostegno della nostra osservazione le citiamo un concetto espresso da un dirigente di una delle più importanti compagnie di tabacco americane in un filmato trasmesso da SSR e tradotto nelle tre lingue nazionali: " Noi non fumiamo questa m…, noi la vendiamo e basta. Riserviamo il diritto di fumare ai giovani, ai neri, ai poveri e agli imbecilli".

6. Nel medesimo filmato, reperibile negli archivi della televisione svizzera e intitolato "La guerra del tabacco", una ex-fotomodella (Janet Sackmann), che aveva posato per le pubblicità del tabacco, ha testualmente detto: "alle compagnie del tabacco non importa proprio nulla delle nostre vite. La loro pubblicità è ricolta ai ragazzi e questo non dovrebbero farlo. E' per questo che faccio delle tournées, nella speranza di spiegare alla gente ciò che mi è capitato, perché sappiano che sono in questo stato (ammalata di cancro al polmone) a causa delle sigarette e soltanto per queste."

7. Anche Wyne Maclaren (ex-attore cow-boy) è morto di cancro al polmone e prima di morire ha detto: "se sapessi che il mio prodotto uccide la gente non potrei vivere con un pensiero simile nella testa. per questo la sola cosa che le compagnie del tabacco possono fare è negare il fatto che il loro prodotto è mortale. Come i rappresentanti del tabacco possano cavarsela nonostante tutte le conoscenze scientifiche attuali, non riusciamo a comprenderlo. Non riusciamo a farci un'idea di come possano cavarsela…", forse soltanto con la compiacenza e la complicità dei nostri governanti, aggiungiamo noi.

8. Da parte nostra non andremo a Lucerna l'8 novembre 2000, sobbarcandoci una lunga trasferta, per andare ad ascoltare un alto rappresentante dell'industria del tabacco. Ci sembra oltremodo scorretto obbligare 300 insegnanti svizzeri a stare seduti ad ascoltare ex-catedra per 20 minuti il signor Oehler che rappresenta un'industria il cui prodotto è identificato come "nocivo alla salute" in qualsiasi misura se ne faccia uso.

9. L'industria del tabacco ha già ampi spazi di manovra economica, commerciale e politica (lobby) su tutto il territorio svizzero dal 1. di gennaio al 31 dicembre di ogni anno, senza doverle concedere ulteriori possibilità.

10. Lei, comunque, il problema lo conosce per cui non ci dilunghiamo a spiegarle ciò che sa benissimo. Lei è una persona abbastanza intelligente per sapere fino dove può arrivare e fino a che punto può decidere senza toccare la suscettibilità delle lobbys economiche in generale, di quella alimentare e del tabacco in particolare, nonché degli operatori di prevenzione (che non sono ancora una lobby ma potrebbero diventarla).

11. Gentile signora Dreifuss , le chiediamo di rinunciare all'intervento del signor Oehler, se ciò rientra nelle sue facoltà esecutive, mantenendo il resto del programma della giornata oppure di annullare tutta la giornata posticipandola nel gennaio 2001 (nuovo millennio) con un programma riveduto e corretto.

A noi sembra che il problema del tabagismo non vada sottovalutato e banalizzato come è invece stato fatto finora, se si vogliono raggiungere risultati positivi a media scadenza anche alla luce del programma 2001-2005 dell'UFSP.
La ringraziamo per l'attenzione che vorrà dare alle nostre suggestioni e cogliamo l'occasione per salutarla distintamente.

Per il Comitato:

Alberto Polli, presidente

Copia: UFSP, OMS, AT, Fondation 19, Radix, Compagnie d'assurance Mobilière, Dr. Rielle, media

PS: il filmato in questione, registrato dalla TSI e intitolato "la guerra del tabacco" è a disposizione di coloro che volessero visionarlo.

(versione definitiva del 16.10.2000)